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Conversazione sulle medicine non convenzionali (MNC) con Dario Chiriacò
a cura di Maurizio Mottola
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Recentemente ci sono stati ulteriori attacchi all’omeopatia: qual è attualmente il rapporto tra omeopatia ed allopatia? E’ senza dubbio migliorato negli ultimi decenni. Si è passati dal concetto di alternativo a quello di complementare e si è visto che le due branche mediche (allopatia e omeopatia) possono coesistere ed integrarsi vicendevolmente. Le frange estremistiche dell’omeopatia e dell’allopatia si vanno nettamente riducendo seguendo quell’esempio che ci deriva dai paesi europei.
Cosa ha deciso sulle medicine non convenzionale (MNC) la Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri (FNOMCeO) nel dicembre 2009, rispetto alla storica riunione del maggio 2002, in cui furono inquadrate come “atto medico” nove discipline (Agopuntura, Medicina Tradizionale Cinese, Medicina Ayurvedica, Medicina Omeopatica, Medicina Antroposofica, Omotossicologia, Fitoterapia, Chiropratica, Osteopatia)? Nel dicembre 2009 la Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri (FNOMCeO), partendo dallo storico Consiglio Nazionale del maggio 2002, ha dettato le linee guida per la formazione nelle medicine e pratiche non convenzionali, stabilendo per le sette discipline (escludendo per ora Osteopatia e Chiropratica) le definizioni, i criteri di qualità della formazione, i criteri cui debbano attenersi i soggetti accreditati alla formazione e le linee guida per la Commissione Paritetica Nazionale Stato Regioni e FNOMCeO e per il Comitato Tecnico Scientifico Nazionale.
A che punto sono i lavori della Commissione Affari Sociali della Camera sulla regolamentazione delle medicine non convenzionali (MNC) in Italia? Nonostante le numerose proposte di legge in merito, la Commissione attraversa sull’argomento una fase di stallo.
Recenti risultati dalla sperimentazione? Una ricerca condotta da un gruppo coordinato da Moshe Frenkel dell’Integrative Medicine Program-Unit del Department of Molecular Pathology dell’University of Texas M.D. Anderson Cancer Center (Houston) ha evidenziato l’efficacia farmacologica di alcuni medicinali omeopatici nel contrastare l’attività delle cellule cancerose del tumore al seno. L’articolo, pubblicato sull’International Journal of Oncology, spiega che i rimedi omeopatici testati in laboratorio su due linee cellulari di adenocarcinoma e su una linea di cellule sane, derivate da epitelio mammario umano (HMLE), hanno evidenziato “elevati effetti citotossici” nei confronti delle cellule cancerose, effetto non rilevato nel caso dell’epitelio sano. I ricercatori hanno rilevato che l’azione dei rimedi omeopatici sembra simile a quella del paclitaxel, un chemioterapico usato per trattare il tumore al seno e che non sono stati riscontrati effetti tossici sulle cellule normali. Secondo gli autori questo fatto solleva l’eccitante possibilità di una finestra di opportunità terapeutiche per un’eliminazione preferenziale delle cellule cancerose del seno, con minimo danno al normale tessuto mammario che le circonda, grazie all’uso dei rimedi ultradiluiti esaminati nello studio. Gli autori concludono che i risultati di questo studio dovrebbero incoraggiare un’ulteriore indagine preclinica e animale di questi rimedi come trattamenti preventivi e/o terapeutici del cancro del seno. (Moshe Frenkel et Al.: Cytotoxic effects of ultra-diluted remedies on breast cancer cells, International Journal of Oncology 36: 395-403, 2010).
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titolo: Conversazione sulle medicine non convenzionali (MNC) con Dario Chiriacò
curatore: Maurizio Mottola
argomento: Medicine non convenzionali
fonte: Nuova Agenzia Radicale
data di pubblicazione: 13/07/2010
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