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Difficoltà in amore
a cura di Patricia Calabi
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Spero di ricevere una risposta al mio quesito e ringrazio chi avrà potuto darmi attenzione. Ho avuto sempre difficoltà in campo amoroso a cominciare dal rapporto col mio ex marito durato trent'anni e finito con un divorzio Credo che queste difficoltà si possano riassumere dicendo che avevo sempre bisogno di sentirmi molto importante per lui e le mie continue richieste toglievano spontaneità al rapporto per cui anche il rapporto intimo ne risentiva ed io mi sentivo sempre peggio , poi sono stata ripetutamente tradita e poi il rapporto si è concluso con enorme sofferenza e senso di vuoto da parte mia Sono passati 8 anni e lui vive con l'altra. Io per il vuoto che ogni tanto si affaccia ho provato altre storie ma vado in ansia e ho paura di perdere quel po' di equilibrio che anche grazie all'antidepressivo che ho paura di smettere di prendere ., ho raggiunto. Ho la sensazione di non essere normale e ammiro tutte quelle donne che, o stanno bene nella relazione o stanno bene da sole: a me sembra non riuscire ne' l'una nè l'altra cosa: Da parecchio tempo ho un tipo di relazione molto sui generis con una persona che ha anche un'altra relazione. Questa persona da una parte mi attrae e dall'altra mi spaventa.
Abbiamo degli incontri ogni quindici venti giorni C'e' una forte attrazione fisica da parte di entrambi nessuno dei due ha il coraggio di impegnarsi seriamente con l'altro ma neanche quello di chiudere la relazione NOn ci sentiamo tra un incontro e l'altro e a periodi io interrompo gli incontri perchè vorrei di piu' ma poi non so se mi piacerebbe . Quando lui dopo un tot di tempo mi richiama non so dire di no. Sono malata? GRAZIE DELL'ATTENZIONE |
Cara Cinzia, Prima di tutto la invito a togliersi dalla testa l'idea di non essere "normale", l'idea di essere malata. Queste idee sono frutto di un modo di pensare purtroppo molto comune, l'idea che la sofferenza psichica, che si può chiamare anche sofferenza dello spirito, sia qualcosa di anormale, segno di qualche malattia o qualche colpa. Si vorrebbe che tutti stessero sempre bene e si definisce anormale chi sta male, e normale solo chi ha una vita che non si discosta da binari tranquilli e rassicuranti. Invece la vita non è così - le vite non sono così - e non sta scritto da nessuna parte che si debba vivere senza dolore, angoscia e solitudine. Quindi è il concetto stesso di normalità che è vago e non utile per descrivere la realtà delle persone.
Lei ha 59 anni e come spesso succede alla fine di un decennio di vita (29, 39, 49 e poi anche 69 e così via) forse questo è per lei un momento di bilanci, di riflessione più profonda su chi è, dove sta andando, cosa ha fatto nella vita e che cosa vuole ancora fare. Immagino che stia iniziando a fare i conti con l'avanzare dell'età e con sentimenti più intensi di insicurezza e di fragilità e questo non è un male, al contrario, è segno di una maturazione interiore che potrà condurla ad un nuovo equilibrio.
Il fatto stesso che si stia interrogando sulla scelta da fare rispetto alla sua relazione "sui generis" è segno che qualcosa sta cambiando, che è più consapevole dei suoi bisogni e desideri, anche se è ancora piena di dubbi. Non mi è sfuggito il fatto che non ha chiesto un consiglio - cosa dovrei fare - perché sa benissimo che nessuno può darle un consiglio del genere e sa che dovrà maturare da sola le sue decisioni, qualunque esse siano.
Vorrei invece offrirle un suggerimento per incoraggiarla ad uscire finalmente dal suo stato di sofferenza e di vuoto. Credo che sarebbe importante per lei, se non lo ha ancora mai fatto, cercare un aiuto psicoterapeutico per rielaborare l'esperienza che ha vissuto con suo marito, fatta di tradimenti e incomprensioni e infine divorzio e lungo lutto. Anche se ora non avrà voglia di far riemergere il vecchio dolore ho la sensazione che si stia ancora portando dietro ricordi e sentimenti penosi che con l'aiuto di qualcuno potrebbe lasciare andare, per sentirsi finalmente libera e magari anche capace di cercare nuovi stimoli e interessi per nutrire la sua vita. Penso che lei abbia bisogno di chiudere con il senso di perdita e di vuoto e tirare fuori sentimenti positivi e vitali, rivolgere il suo bisogno di amore verso una varietà di soggetti e non uno solo, coltivare le amicizie anche se poche e insoddisfacenti, dedicarsi ad attività interessanti e stimolanti. Questa nuova ricerca dentro e fuori di sé potrà essere più agevole se si farà accompagnare ed aiutare, anche per sciogliere i nodi del passato, se ancora ci sono, e quelli del presente.
Con i miei più cari auguri. |
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titolo: Difficoltà in amore
autore: Patricia Calabi
richiedente: Cinzia, 59 anni
data di pubblicazione: 10/12/2009
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