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 La dieta paradossale
 a cura di Chiara Ratto
Domanda
Da circa 36 anni, tutte le notti (da 1 a 3 volte x notte), mi alzo dal letto, disinserisco l'allarme, scendo in cucina, mangio di ogni (dolce, salato, bevo coca cola ...), salgo, reinserisco l’allarme e mi addormento. E' una situazione che non posso assolutamente controllare, anche se mi impongo di non mangiare è come se la mia volontà sia completamente staccata dal corpo. Naturalmente ne va a discapito del giorno dopo, e vorrei tanto sapere perche mi succede tutto questo da cosi tanti anni, e soprattutto se esiste un modo per ... smetterla con queste notti. Tante. Grazie x una vostra eventuale risposta.
Risposta
Caro Roberto, la situazione che mi descrive sembra alquanto complessa ed invalidante. Mi domanda «perché» tutto questo si verifichi ormai da 36 anni a questa parte, ma io purtroppo a questa domanda non sarei assolutamente in grado di rispondere. Da un lato, per la scarsità delle informazioni che possiedo a riguardo, dall’altro, soprattutto, poiché da punto di vista strategico, per cambiare una situazione problematica, non è comunque necessario indagare sulle cause che, in passato, possono averla prodotta, quanto piuttosto lavorare sul problema al presente, alla ricerca degli strumenti più adatti per mutare la condizione di profondo disagio e trovare una soluzione efficace e duratura.

La Terapia Breve Strategica, in questo senso, si distingue da altri modelli terapeutici poiché rappresenta un intervento breve e mirato, un modo nuovo ed originale di affrontare e risolvere i problemi umani, orientato alla ristrutturazione delle percezioni mediante le quali ognuno di noi costruisce la propria realtà che poi subisce.

Ora, per poter comprendere pienamente «come funziona» il suo problema e fornirle un modo risolutivo di affrontarlo, mi servirebbero molte altre informazioni, ricavabili solamente all’interno di un incontro individuale. Avrei infatti, tutta una serie di domande da porle in merito alla situazione che mi ha brevemente esposto. Come avvengono i suoi pasti giornalieri? Ha già effettuato in passato interventi di tipo psicologico? Cosa ha tentato di fare finora per risolvere il problema?

Queste sono solo alcune dimensioni che vorrei indagare ulteriormente, anche se da quanto ho potuto comprendere, lei usualmente per porre fine a queste abbuffate notturne, cercherebbe di controllare l’impulso a mangiare, ma più cerca di farlo, più perde il controllo, finché il desiderio, proprio come la piena di un fiume che si accalca sulla diga, travolge la resistenza e dilaga in maniera dirompente.

Questa è senza dubbio una delle tentate soluzioni più usuali nei confronti di questo disturbo, che tuttavia non solo non produce risultati concreti, ma addirittura contribuisce ad alimentare ulteriormente il problema. Una soluzione alternativa molto più efficace nel suo caso, potrebbe essere invece quella della cosiddetta dieta paradossale (Nardone G, 2007), cioè mangiare ciò che le piace di più, ma solo e soltanto nei tre pasti principali: colazione, pranzo e cena.

Concedendosi infatti tutto ciò che bramosamente desidera all’interno di questi appuntamenti, potrebbe arrivare a rinunciare ai cibi senza alcuna fatica e recuperare così una naturale relazione con il piacere di mangiare ciò che il suo corpo richiede.

Mi sento comunque di suggerirle in primis una psicoterapia, ma anche la lettura di uno o più libri sulla terapia in tempi brevi dei disturbi alimentari più diffusi. Tanto per darle alcuni titoli:
Nardone, G. Verbitz, T. Milanese, R. (1999). Le prigioni del cibo, vomiting, anoressia, bulimia: la terapia in tempi brevi. Ponte alle Grazie, Milano.
Nardone, G. (2003). Al di là dell'amore e dell'odio per il cibo. SUPERBUR Rizzoli, Milano.
Nardone, G. (2007). La dieta paradossale. Ponte alle Grazie, Milano.

Un caro saluto e mi tenga aggiornata!
Risponde
Chiara Ratto, Psicologo Psicoterapeuta

titolo: La dieta paradossale
autore: Chiara Ratto
richiedente: Roberto, 51 anni
data di pubblicazione: 23/12/2009

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