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Una profonda depressione
a cura di Giuseppe Tirone
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Circa sette anni fa, dopo 23 anni tra convivenza e matrimonio, mio marito è andato a vivere con la sua amante, che frequentava a mia insaputa già da almeno due anni. Se n'è andato facendomi credere che si trattasse di un allontanamento transitorio e limitato ad alcuni giorni la settimana, proprio per allentare le tensioni che effettivamente c'erano tra noi, con l'accordo di continuare a passare il week-end e tutte le feste insieme, anche con nostra figlia di diciassette anni . Solo in seguito ho aperto gli occhi sulla verità, vale a dire che lui aveva già un'altra donna e un'altra casa pronta dove stabilirsi e che non sarebbe mai più tornato presso la sua vera famiglia. E'stata una vera e propria fuga. Se n'è andato come un vigliacco, senza dirmi la verità e senza permettermi di difendermi, dopo avermi per di più ingannato per più di due anni.
Tutte queste cose le ho sapute solo dopo, da uno psicoterapeuta consigliatomi da mio marito stesso, preoccupato per la mia reazione di disperazione, che turbava la quiete della sua nuova sistemazione. Anche la sua amante è psicoterapeuta, quindi si era messa d'accordo con questo collega per tenermi d'occhio e rendermi inoffensiva. In realtà, dopo alcune sedute, la constatazione del mio dolore e della mia assoluta buonafede ha indotto questo psicoterapeuta a dirmi tutta la verità, sostenendo che non se la sentiva più di ingannarmi così biecamente. Ne ho provato un tremendo chock, sia a causa della situazione così umiliante che del doppio tradimento effettuato da mio marito, come coniuge e come persona. In seguito ho cercato più volte di parlare con lui ( senza disturbarlo più di tanto, intendiamoci! ), alternando momenti di rabbia a momenti in cui mi umiliavo chiedendo almeno un colloquio chiarificatore, ma mio marito non mi ha più voluta incontrare, adesso mi risponde a malapena al telefono e afferma chiaramente che lui non ha alcuna responsabilità per la mia depressione perchè io sono sempre stata "fuori di testa". Aggiungo che mio marito ha fama di essere una brava persona, sia pure con una personalità piuttosto debole, e che invece con me, non appena si è reso conto di essere in una posizione di potere, si è rivelato una vera iena. Non ha nemmeno chiesto la separazione legale perchè non vuole rischiare di incontrarmi e dover rispondere alle mie domande.
Questa situazione mi ha letteralmente annientata, sono sette anni che cerco di reagire in tutti i modi, ma sono già di base una persona piuttosto fragile, con un esagerato senso del dovere e scarsa autostima, per cui ogni tentativo di elaborare il lutto di questo tradimento è stato inutile. La ferita più grave non è rappresentata dal tradimento amoroso, perchè ritengo che ognuno abbia il diritto di scegliersi la propria vita, ma dal tradimento sul piano umano, a causa della mancanza di rispetto e delle umiliazioni che mio marito mi ha inflitto, non avendo mai neppure il coraggio di guardarmi negli occhi e dirmi la verità. Io ho sempre avuto grande fiducia in lui e mi sembra che a tradirmi sia stato un fratello, un padre, e questo mi è insopportabile. Ad aggravare la mia umiliazione c'è il fatto che la psicoterapeuta che vive con mio marito ha già avuto una figlia da un precedente matrimonio, più o meno coetanea di mia figlia, e che adesso mio marito, vivendo con questa ragazza, gioca a fare il vice-padre e si occupa più di lei che di nostra figlia (che vede per altro pochissimo).
Non ho più alcuna autostima di me stessa, è terribile pensare che dopo vent'anni sono stata sostituita e dimenticata con la massima leggerezza, non solo come compagna di vita ma come persona stessa: questo mi fa sentire indegna di amore e di stima anche perché lui cerca di farmi passare per pazza allo scopo di non provare più alcuna responsabilità riguardo la mia depressione. Attualmente sono in cura da una psichiatra, che mi ha diagnosticato un depressione maggiore di base aggravata dallo schock traumatico degli avvenimenti. Gli antidepressivi hanno poco effetto, sono dimagrita moltissimo e piango continuamente. Non meritavo tutto questo, io sono sempre stata una persona leale e corretta. So che molte persone hanno problemi molto più gravi dei miei e mi vergogno di stare così male, ma purtroppo mi sento distrutta.
L'idea di dovermi portare dentro questo dolore bruciante tutta la vita mi fa spesso pensare al suicidio come unica possibilità di trovare pace… Avete un consiglio da darmi? Vi ringrazio tantissimo. |
Cara Alessandra, quel che non si può dire è che la Vita sia statica e sempre uguale, a meno che non ci si fissi ad osservare sempre e soltanto un aspetto. Le relazioni iniziano, si sviluppano, maturano e finiscono un po' come le stagioni in un anno. E tale percorso, più o meno lungo, vale anche per coloro che sposandosi si promettono amore eterno.
Perché l'amore sia duraturo è necessaria molta chiarezza di intenti e la disponibilità a superare insieme difficoltà e ostacoli; e questo non è di norma, specialmente in questo periodo storico nel quale molti valori di riferimento nel passato stanno modificando.
Non entro nel merito delle dinamiche che vi hanno portato alla separazione e dell'intrigo fra psicoterapeuti che racconti, ma intendo rivolgermi al tuo sentire di sofferenza che ormai dura da diversi anni. Certo lo sconquasso emotivo è stato tremendo, ma quanto deve durare ancora? Che ti serve oggi mantenere rancore e rabbia? Sono emozioni che fanno unicamente male a te e a tua figlia.
La depressione è grande sofferenza e solo chi l'ha vissuta la capisce, ma davvero non si potrà fare nulla per superarla oltre che la cura farmacologica? Anche se è “duro” quel che ti sto per dire, sappi che, come dici tu, il portarti dentro tale dolore per tutta la vita, purtroppo dipende soltanto da te... pensaci!
Il suicidio non sarebbe che un grande errore con effetti nefasti per te e per tua figlia.
La vita, che tu voglia o no, continua. Prova a rivolgere lo sguardo in altra direzione senza continuamente sentirti tradita dal destino o addirittura da Dio oltre che da quel marito. Apriti al nuovo e scoprirai che il sole anche se temporaneamente è nascosto da folte e tormentose nubi continua ad essere e può nuovamente splendere.
Coraggio. |
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titolo: Una profonda depressione
autore: Giuseppe Tirone
richiedente: Alessandra, 59 anni
data di pubblicazione: 17/05/2010
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