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Il transfert
a cura di Laura Nocentini
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| Salve gentili esperti di Vertici Network, sono una studentessa di psicologia clinica, vorrei sapere la differenza tra transfert in base al ricordo e in base al desiderio. Grazie. |
Cara Valentina, come già saprai, ogni lavoro terapeutico è una relazione umana fra il paziente e lo psicoterapeuta al fine di costruire un alleanza di lavoro costituita dalla motivazione del paziente a vincere il proprio disagio. Elemento fondamentale di questo rapporto è l'empatia del terapeuta che gli permetterà di condividere e sperimentare, seppur temporaneamente, i sentimenti del paziente. C'è però da sottolineare che spesso l'empatia non basta per comprendere la natura e i vissuti di persone totalmente estranee. Il rischio infatti è quello di percepire le proiezioni credendo di star applicando un'autentica empatia. Occorre quindi porre attenzioni ai molteplici meccanismiche che include una terapia come ad esempio le proizioni che vengono messe in scena.
Uno dei più importanti processi psichici che riguardano il rapporto terapeuta paziente è la proiezione, ovvero l'attribuire ad altri alcuni sentimenti propri. La realizzazione della proiezione consiste ad esempio nel credere tutte le donne cattive poichè si proietta in loro la figura negativa della madre. Quindi, proprio perchè all'origine del disagio psicologico c'e una percezione basata su false motivazioni,è necessario ricercare le motivazioni profonde delle nostre azioni e delle nostre intenzioni.
Il transfert che si riferisce alle proiezioni del paziente sul proprio psicoterapeuta, è una variazione della proiezione, che però può verificarsi solo all'interno di un percorso terapeutico.Si riconosce un transfert positvo o negativo a seconda del sentimento prevalente affettuoso od ostile relativo ai propri conflitti intersoggettivi, che sono prodotti delle relazioni infantili. Il persistere nella vita adulta di schemi infantili di organizzazione mentale implica che il passato si ripete nel presente, e, a mio avviso, è proprio questotipo di transfert che, in virtù della differenziazione che mi hai chieto, può essere definito "in base al ricordo".In questo caso il paziente vive il terapeuta come una figura significativa del proprio passato, e attribuirà a quest'ultimo caratteristiche qualitative e sentimenti che appartengono alla figura di origine che questo rappresenta in quel momento.
Per quanto riguarda il transfert in base al desiderio, in questo caso il paziente vede nel terapeuta la figura idealizzata, ad esempio, nella figura di una terapeuta di sesso femminile, si rappresenterà la madre in generale, colei che perdona e si assume ogni responsabilità in modo assoluto, quindi non sua madre ma la madre nel senso più vasto del termine intesa come accogliente, contenitiva, fiduciosa.
La differenza, secondo il mio parere, è che, nel transfert secondo il ricordo c'è una dimensione ripetitiva, in cui il paziente teme e si aspetta che l'analista si comporti come facevano i genitori; mentre nel transfert secondo il desiderio il paziente desidera fortemente un'esperienza risanante o correttiva che è mancata nella sua infanzia, che viene definita da Stolorow (1995), una dinamica da da oggetto-Sé.
Questo libro che ti propongo potrà esserti di aiuto per ulteriori chiarimenti:
Del transfert. Articolazioni, varietà cliniche, evoluzioni
Autori e curatori: Anna Maria Nicolò
Contributi: Cono Aldo Barnà, Vincenzo Bonaminio, Basilio Bonfiglio, Fred Busch, Tonia Cancrini, Flavia Capozzi, Carla De Toffoli, Mariassunta Di Renzo, Glen O. Gabbard, Alessandra Ginzburg, Gianfranco Giordo, Maria Adelaide Lupinacci, Paola Marion, Giuseppe Moccia, Maria Adelaide Palmieri, René Roussillon, Henry Smith
Anno:2007.
Prezzo:€ 35,00
Contenuto: Dalle prime concezioni che lo vedevano come ripetizione, cliché, ristampa, fino a quelle che lo consideravano un rifacimento che si lega ad un aspetto nuovo del presente ed è influenzato dalle caratteristiche attuali dell'oggetto, il concetto di transfert si è progressivamente allargato. Differenti modelli e teorie hanno così sviluppato i significati impliciti nella parola: traduzione, comunicazione, trasmissione, proiezione, spostamento o trasporto.
Come osserva Vincenzo Bonaminio nella Prefazione al libro: "Coinci-dente praticamente con la nascita stessa della psicoanalisi, la scoperta del transfert, vero motore della cura psicoanalitica, attraversa tutta l'opera freudiana. Non si tratta di sostenere un indefesso e laborioso 'ritorno a Freud': è importante piuttosto (...) riportare pienamente alla luce (...) quella corrente insita ab initio nella psicoanalisi, che vede nella relazione con l'altro, nel transfert come nel sogno, l'essenza della pratica psicoanalitica; e che dopo Freud, ma a partire da lui, (...) si è evoluta, (...), in molteplici direzioni cliniche fino agli sviluppi e agli avanzamenti contemporanei della tecnica e della pratica psicoanalitica". Nato dal lavoro condotto dagli psicoanalisti del Centro di Psicoanalisi Romano, questo volume mette in luce una straordinaria ricchezza e profondità sia clinica che teorica. Sono così trattati temi importanti come il transfert in relazione ai livelli di funzionamento della mente, ai fattori terapeutici, alle caratteristiche emergenti nell'ora analitica. A questi si è aggiunto lo studio di alcune patologie particolari come gli stati limite o di setting specifici come quelli con i bambini, gli adolescenti e i genitori. Il contributo di psicoanalisti stranieri come Fred Busch, Glenn Gabbard, René Roussillon, Henry Smith arricchisce ulteriormente il lavoro. I contributi degli autori italiani - Aldo Cono Barnà, Basilio Bonfiglio, Tonia Cancrini, Flavia Capozzi, Carla De Toffoli, Mariassunta Di Renzo, Alessandra Ginzburg, Gianfranco Giordo, Maria Adelaide Lupinacci, Paola Marion, Giuseppe Moccia, Anna Maria Nicolò, Maria Adelaide Palmieri - hanno mostrato la vitalità di una psicoanalisi attenta ai più recenti contributi internazionali, sia europei che americani, capace di dialogare con le neuroscienze, ma anche di mantenere una continuità con la tradizione freudiana.
Spero di esserti stata di aiuto, buon lavoro! |
| Laura Nocentini, Dottore in Psicologia |
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titolo: Il transfert
autore: Laura Nocentini
richiedente: Valentina, 26 anni
data di pubblicazione: 01/01/2010
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