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 Attenzione e cerebrolesioni
 a cura di Alessandro Sansavini
Domanda
Salve, la mia tesi sarà sull'attenzione nei pazienti cerebrolesi e consisterà in un confronto delle capacità attentive di soggetti che presentano diversi tipi di patologia. Potete consigliarmi qualche testo o ricerche sia sull'attenzione in genere che, nello specifico, sull'attenzione in soggetti cerebrolesi? Ringrazio in anticipo per l'attenzione.
Risposta
Cara Aurora, l'attenzione in generale è un argomento molto vasto e con una ricca bibliografia. Una premessa è d'obbligo, quella dello studio dei livelli di attivazione o arousal. La teoria dell'arousal presuppone che lo stato di vigilanza vari lungo un continuum che va dal sonno all'eccitazione diffusa. Il livello di attivazione è considerato un fattore importante nella determinazione dell'efficienza di un soggetto in prestazioni o compiti. La relazione tra livello di attivazione ed efficienza del soggetto,espressa in ordinata sotto forma di qualità della prestazione,è rappresentata da una curva ad U invertita. A bassi livelli di attivazione l'individuo si distrae facilmente, mentre a livelli troppo elevati l'eccessiva ansietà ha un effetto ugualmente dannoso sull'efficienza (Teoria di Yerkes e Dodson).

Si può spiegare il deterioramento delle prestazioni (distraibilità) con l'aumento del livello di attivazione: quest'ultimo ridurrebbe il raggio dell'attenzione ma causerebbe,contemporaneamente, un aumento dell'esplorazione con conseguente disorganizzazione del comportamento. La teoria dei livelli di attivazione, inizialmente ipotizzata da un punto di vista psicologico, è stata in seguito studiata a livello neurofisiologico, enfatizzando le modalità di funzionamento del sistema reticolare attivatore e la sua influenza sull'attività della corteccia cerebrale.

Ti consiglio di prendere in considerazione i modelli dei limiti (Kahneman, Broadbent,Posner, Cohen e Gelber), che enfatizzano l'influenza dei limiti sensoriali ai processi attentivi.

Per quanto riguarda le principali teorie sui processi attentivi, come avrai avuto modo di studiare, ci sono due filoni, a seconda che si consideri l'esistenza di un filtro selettivo o meno. Il primo evidenzia l'esistenza di un filtro, posto tra il sistema S (sensoriale) e il sistema P (percettivo), che si occuperebbe di selezionare gli stimoli che possono avere accesso ai livelli di elaborazione più sofisticati ("Teoria del Filtro di Broadbent" e "Teoria del filtro attenuato della Treisman"). A queste teoria si contrappone la "Teoria di Deutsch e Deutsch", secondo la quale non esiste nessun filtro e l’intera elaborazione dello stimolo è automatica e indipendente dall’attenzione selettiva. Secondo invece "la teoria di Norman", la selezione viene operata non mediante il blocco o il filtro dell'informazione sensoriale, ma elaborando selettivamente l'informazione già attivata in memoria dall'informazione sensoriale che si sta raccogliendo.

Solitamente da un punto di vista cognitivo la compromissione delle capacità attentive e di pianificazione delle azioni, si ha quando il paziente ha subito un danno nella zona anteriore dell’encefalo (La sindrome Frontale). Il paziente frontale sistematicamente migliora la propria prestazione in presenza di materiale familiare e strutturato. Il suo deficit è al contrario particolarmente evidente se gli viene richiesto di utilizzare materiale non strutturato oppure strategie inusuali.

Una patologia come questa risulta particolarmente efficace nell’evidenziare l’importanza di affrontare questi deficit in una prospettiva come quella neuropsicologica, che integra diversi livelli di spiegazione. Nella sindrome frontale abbiamo infatti implicate componenti biologiche che causano la lesione e che possono essere le più svariate. Vi sono deficit cognitivi ma anche le componenti di personalità e quelle emotive (anche legate all'ambiente familiare) vengono chiamate in causa. Anche la psichiatria classica è utile ad integrare l’approccio a questi problemi.

In relazione alla tua richiesta sull'attenzione come argomento generale ti consiglio di dare un'occhiata ai link sotto indicati: Per quanto invece concerne il tema vero e proprio della tua tesi, ovvero le capacità attentive di soggetti che presentano diversi tipi di patologia, ti consiglio di guardare: Per quanto riguarda invece i test maggiormente utilizzati per valutare le funzioni attentive, soprattutto in casi di deficit frontali-esecutivi, i principali sono:
  • Trail making test (Reitan, 1958). Valuta la capacità di pianificazione spaziale in un compito di tipo visuo-motorio. É estremamente sensibile nella rilevazione del danno cerebrale.( I pazienti tendono ad avere una prestazione nella norma nel test A e una prestazione scadente in quello B. Quindi un tempo B-A molto elevato può essere un indizio di deficit frontale ). Il TMT è stato introdotto per la prima volta nel 1944 e se ne conoscono diverse versioni.
  • Matrici attentive (Spinnler e Tognoni, 1987). Serve per misurare l'attenzione selettiva spaziale.
  • Test di Posner (1988). E' un test computerizzato che studia le funzioni attentive, in particolare l'efficienza dello spostamento volontario dell'attenzione nello spazio. E' specifico per l’attenzione di tipo spaziale.
  • Test di Treisman (1987). Ricerca parallela di un item in presenza di distrattori.
  • Test di Steinman (ricerca seriale autoterminante di un item).
  • Stroop test. Misura l'attenzione selettiva. Il Test di Stroop originale è un compito di denominazione: il soggetto deve dire il nome del colore in cui è scritta una parola.
  • Test di Simon. Analizza l'efficienza delle funzioni di selezione degli stimoli e di inibizione delle risposte (Compatibilità Spaziale).
  • TEA. Test per l´esame dell´ attenzione (Zimmermann e Fimm, 1992, 1994). E' un test di valutazione dell’attenzione di tipo visiva-uditiva.
Di seguito, ti indico alcuni testi sull'argomento che secondo me potresti prendere in considerazione:

Titolo: La valutazione dell'attenzione. Dalla ricerca sperimentale ai contesti applicativi
Curatore: Santo di Nuovo
Contributi: Rosario Cannavò, Elena Commodari, Donatella Di Corrado, José Alberto Freda, Donatella Gelardi, Maria Guarnera, Mario Lipoma, Luisa Manuele, Simona Nicolosi, Anna Maria Torrisi
Prezzo € 17
Editore Franco Angeli - Milano
Anno 2006
Contenuto: La valutazione specifica dei processi di attenzione è stata riservata, per antica tradizione della ricerca psicologica, agli aspetti sperimentali e di laboratorio; è invece spesso sottovalutata da insegnanti, educatori, riabilitatori. La funzione attentiva è infatti considerata uno scontato presupposto di tutte le attività psichiche, piuttosto che un insieme di abilità da apprendere. Spesso entra solo marginalmente nella formazione e nella riabilitazione, mentre costituisce invece la "porta" attraverso cui tutti i processi formativi e abilitativi debbono farsi strada. Altro equivoco frequente è che l'attenzione sia solo un processo "cognitivo" (lo è certamente), trascurando però con questo le componenti emozionali, motivazionali, affettive. Eppure la mescolanza di aspetti cognitivi ed emozionali è preminente proprio nella sindrome da "deficit attentivo", più comunemente nota come iperattività. In essa la componente cognitiva si associa ad impulsività, inadeguata capacità di auto-regolazione, difficoltà nei rapporti interpersonali.

Titolo: L'attenzione. Fisiologia, patologie e interventi riabilitativi
Curatore: Fabio Rosa Angela
Prezzo € € 16,50
Editore Franco Angeli - Milano
Anno 2004
Contenuto: In questo libro dopo una breve introduzione sul tema dell'attenzione e sui principali strumenti usati in psicologia per la sua misurazione, vengono trattate le principali patologie dell'attenzione relative all'età evolutiva ed ai possibili interventi che possono migliorare o potenziare l'attenzione e diminuirne i deficit. Nella terza parte sono proposti modelli di interventi educativi di riabilitazione e potenziamento dell'attenzione, mentre nella quarta, infine, vengono presentatati interventi riabilitativi relativi a casi concreti.

Un sincero in bocca al lupo!
Risponde
Alessandro Sansavini, Dottore in Psicologia

titolo: Attenzione e cerebrolesioni
autore: Alessandro Sansavini
richiedente: Aurora, 23 anni
data di pubblicazione: 13/07/2010

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